Un mosaico di memoria

Le iniziative organizzate dal Liceo Morandi per la giornata in cui siamo chiamati a ricordare le vittime della persecuzione nazifascista. E a comprendere perché quel che è accaduto sia potuto accadere.

La storia entra nelle aule, si fa interprete di una barbarie che irrompe brutalmente nel presente, testimonianza di vite interrotte, spezzate, violate, brace pulsante di una logica incomprensibile, per tanti giovani, figli di una modernità che fatica ad accettare la “banale” ir-razionalità del male. E poi da quelle aule esce, come un vento scomposto, per ricomporre il senso del nostro divenire.

Questo è il filo tracciato dal Liceo Morandi con le diverse iniziative organizzate, anche quest’anno, in occasione del Giorno della Memoria.

Dopo il laboratorio sulle leggi razziali emanate dal fascismo italiano (svoltosi sabato 25), che ha portato gli studenti di terza – tramite l’analisi di documenti pubblici e privati – a soffermarsi, sotto la guida di Elena Romagnoli, ex docente del nostro liceo e ora operatrice della Fondazione Fossoli, sulle loro ricadute (civili, sociali, politiche, soprattutto umane), sul vissuto dei cittadini ebrei italiani a partire dal 1938, la giornata del 27 gennaio ha visto gli studenti di tutte le altre classi affrontare, da differenti prospettive, gli eventi della persecuzione, della deportazione, del lavoro coatto, dello sterminio di chi non era ritenuto conforme, o allineato, al progetto nazista: appartenenti ad altre culture, a “etnie” non “ariane” (ebrei, appunto, ma anche rom e sinti), oppositori politici (comunisti e socialisti, soprattutto, ma anche liberali e cattolici), “asociali”, disabili e omosessuali.

E mentre gli studenti del biennio hanno intrapreso un percorso, sia ideale che reale, attraverso l’Europa, l’Italia, l’Emilia degli anni Trenta e Quaranta del Novecento – un approfondimento, testuale e audiovisivo con i docenti di Storia e Lettere (articolato sull’intera settimana) nelle prime; la visita, incentrata sul cimitero di vicolo Gozzi, dei luoghi ebraici di Finale Emilia per le seconde – i loro compagni di quarta e di quinta sono “entrati” nelle città e nei lager del Terzo Reich (ma anche nei campi di concentramento dell’Italia fascista, in particolare quello di Fossoli) e hanno ripercorso le cause e le modalità dell’affermazione del nazismo. I primi grazie al racconto di alcuni ex-studenti che lo scorso anno hanno partecipato al “Viaggio della Memoria” in Germania e Austria (Monaco e Linz, Dachau e Mauthausen, Gusen ed Ebensee, Hartheim); i secondi ascoltando la ricostruzione di Carlo Saletti, uno degli storici che da anni accompagna gli studenti della provincia modenese nei viaggi, prima ad Auschwitz, poi nei campi tedeschi e austriaci, organizzati dalla Fondazione Fossoli.

Un mosaico di memorie, individuali e collettive, da mettere insieme ogni giorno, di fronte ai muri di case che tornano a graffiarsi di intolleranza, razzismo, discriminazione, e che sono sempre anche le nostre, aggiungendo nuove tessere. Per non smettere di conoscere, e resistere all’indifferenza.

Federico Pesci - Redazione Morandi

Pubblicata il 28 gennaio 2020

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta l’informativa estesa sui cookie. Proseguendo la navigazione, acconsenti all’uso dei cookie.